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Essere o apparire?

(14.04.2015)
Oggi appare più importante apparire piuttosto che essere (bel gioco di parole).

Chi vuole fare carriera oggi è necessario che appaia perché ormai si valutano solo le apparenze. Chi più parla senza dire niente viene ascoltato religiosamente quasi fosse un oracolo, mentre chi fa in silenzio non viene notato. Ci sono esempi pubblici ed evidenti (lascio a voi pensare ai nomi) ma spesso anche le persone che ci sono vicine utilizzano queste tecniche ma a me e a te, che lavoriamo in silenzio, non resta nessuna considerazione.

Coppapasta

(04.04.2015)
Oggi la tendenza porta a ficcare tutto in un coppapasta: sembra che i piatti non possano essere buoni e presentabili se non c'è qualcosa costretto e schiacciato de un coppapasta. In realtà la presentazione potrebbe anche essere buona, qualche volta, ma il gusto certo non ne guadagna, anzi certi piatti sicuramente peggiorano. Pensate ad un bel risotto mantecato, con i grani ben staccati, schiacciato in un coppapasta impastato e incollato. Ma per la moda si fa questo ed altro. Viva i coppapasta.

La falsa libertà

(02.04.2015)
è di oggi la notizia che il tanto decantato IPhone contiene un software che, a insaputa del proprietario, aggiorna in automatico una lista di software "non permessi" e poi provvede, cioé se li trova sul telefonino, li cancella.
Cosa farà d'altro? Comunicherà altre informazioni alla Apple?
Questa è dunque la tanto decantata libertà?

Un sacro animale dai riflessi dorati

(02.04.2015)
Inviatomi da un amico

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Oggi un talismano prezioso da un amico

(02.04.2015)
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L'immagine rubata

(02.04.2015)
Cogliere un'immagine con la macchina fotografica, dipingere un paesaggio o fare il ritratto a una persona.
Quanto togliamo al paesaggio, alla persona, al soggetto che fotografiamo?
Tutto resta come prima o gli equilibri sono cambiati?

Domande che mi pongo quando, in mano la matita, mi accingo a fare un disegno. A quel punto cerco di cogliere solo un'impressione, pochi segni per fermare sulla carta un ricordo, pensando che così non "ruberò" niente al mio soggetto. Tutti gli equilibri restano intatti, o almeno così credo, e io ho fermato il ricordo che volevo.
Ma sarà proprio così o sono solo immaginazioni della mia mente?
Disegnare solo forme astratte o forme geometriche potrebbe forse risolvere il problema, ma se le forme astratte rappresentano ancora soggetti reali, è solo una traslazione del problema. Non c'è dunque soluzione? E poi le forme astratte devono essere decodificate per arrivare all'immagine che c'era all'origine.

L'unica strada che resta percorribile è il ricordo, il nostro ricordo che ci permettere di far rivivere quanto abbiamo visto o vissuto.

Libertà?

(02.04.2015)
Tutti desideriamo la libertà, libertà fisica, libertà di pensiero e libertà di parola. No parliamo molto, ma nonostante le parole e le promesse siamo veramente liberi? Un semplice esempio: se vogliamo criticare un superiore probabilmente veniamo licenziati e questo, a oggi, può essere quasi come essere uccisi: senza sangue, senza rumore, ma una morte lenta e, se si può, anche peggiore

La realtà

(14.06.2014)
Vediamo continuamente persone impegnate in avventure che sembrano pericolosissime: ci rendiamo conto che se possiamo vederle vuole dire che c'è alle spalle una troupe che fa le riprese con tutta l'attrzzatura e i mezzi necessari. Quidi o stiamo assistendo a un falso o, nella peggiore delle ipotesi, a un montaggio. E ce lo spacciano per "realtà".

Cucina

(14.06.2014)
Ramsey, Benedetta, Cuochi e fiamme, Master chef, i bambini australiani... Non stiamo a contarli tutti. Sembra che ormai l'unica attività sia quella di cuochi. Tutti sanno cucinare, tutti trinciano giudizi, tutti sanno tutto.
Ma perchè ci sono i veri cuochi che hanno dovuto studiare ed esercitarsi per anni, seguire i loro maestri, provare e sbagliare prima di essere definiti cuochi?
Che questi ultimi abbiano sbagliato tutto nella vita?

Cinguettare o cantare?

(14.06.2014)
Una descrizione ricca di aggettivi, con descrizioni accurate, metafore, paragoni, esempi da un lato e, dall'altro un linguaggio ridotto a spezzoni di parole, modi di dire, acronimi. Nel primo caso un sentimento è espresso in tutte le possibili sfumature, nell'altro è ridotto a un semplice acronimo senza sfumature. Forse la pressione per fare tutto velocemente ci ha tolto il tempo, o forse la capacità, di soffermarci sui particolari, di godere delle infinite sfumature della lingua.
O forse anche l'utilizzo di una lingua a noi estranea non ci permette di godere del valore reale delle parole.

Il libro delle facce

(14.06.2014)
Mettiamoci la faccia, facciamone un libro. Tutti lo leggono, è un bestseller.
Tutti ci scrivono sopra, sporcano le nostre pagine e noi sporchiamo le loro (così imparano).
E non possiamo neppure strappare e buttare le pagine che non ci piacciono.
Qualcuno le ha copiate e le conserva.
Non siamo più liberi della nostra vita.

Così è, se vi pare

(14.06.2014)
Un collega ti chiama perché tu gli possa spiegare tutto di un progetti.
Cominci a parlare, lui prende nota, ma ti accorgi che intanto guarda anche le email che arrivano.
Mentre continui a parlare vedi che apre una mail e la legge, poi fa un commento sulla mail e infine si mette a rispondere alla email sempre mentre tu gli illustri le parti salienti del progetto.

Quando a scuola sfogliavo un libro mentre l'insegnate spiegava venivo ripreso e magari anche buttato fuori.
Si tratta di modernità o semplicemente di educazione?
Quale scusa si può trovare per un comportamento del genere?

Gli spazi

(14.06.2014)
Gli spazi sono vitali: spazi per vivere, spazi per abitare, il nostro spazio.
Gli spazi sono importanti anche nella distribuzione e nel riordino delle cose. L'organizzazione dello spazio, pur sembrando cosa semplice, spesso presenta problematiche difficili da superare.
Spesso ci siamo ritrovati, in casa, a spostare i mobili e a scoprire che gli spazi miglioravano, quasi si ingrandivano.
Anche su una pagina, stampata o virtuale, gli spazi sono indispensabili per una corretta lettura.
Raggruppamento delle informazioni, separazione dei gruppi.
Ma non tutti hanno capito come organizzare le informazioni che ci propinano: un indirizzo che si riferisce alla riga sottostante è troppo vicino alla riga precedente così da indurci in errore. Troppo spesso ci troviamo di fronte a informazioni per le quali dobbiamo stabilire, in base o complessi ragionamenti, come devono essere lette e come devono essere fatte le divisioni.
Anche questo fa parte della logica che non è mai abbastanza applicata.

la sindrome

(14.06.2014)
Questa mattina ci deve essere qualche problema sulla rete mondiale, sui server, sul mio computer: non mi sono arrivate email.
Iniziano febbrili i controlli, le telefonate, gli invii di test; tutto pare funzionare correttamente.
La disperazione ha ormai preso nella sua morsa il cervello: cosa sara mai andato perso, come potrò recuperare le email, che mi accadrà adesso.
Queste ed altre mille domande e scene apocalittiche si affacciano alla mente.
E se, molto semplicemente, nessuno avesse scritto?
La "sindrome da email" sta contagiando parecchie persone, condizionando la loro vita, le loro azioni, i loro pensieri: senza la email non c'è più vita, solo disperazione

Rispetto ed educazione

(14.06.2014)
Tutti parlano di libertà, libertà sembra essere il fare quello che si vuole.
Purtroppo la libertà intesa in questo senso, se può essere libertà per uno è privazione dell libertà per gli altri.
Perché tutti siano veramente liberi, e necessario che ciscuno rispetti delle regole e quindi non è più libero.
Una bella contraddizione

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