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e i miei pensieri

Ogni tanto avviene di formulare qualche pensiero, più o meno ragionato, più o meno intelligente, più o meno utile, ma che serve, talvolta, a liberare la mente.

Ce lo dico alla maestra

Non mi sono mai piaciuti i bambini "ce lo dico alla maestra". Quei bambini che per ogni cosa coinvolgono gli adulti sperando così di essere da loro protetti.
Perché lo fanno?
Perché non sono in grado di difendersi da soli, perché hanno paura, perché vogliono mettere in cattiva luce i compagni.
Qualunque sia il motivo, sanno rendersi antipatici.
Purtroppo questo atteggiamento non si limita all'infanzia, momento in cui la cosa potrebbe essere scusabile.
Da adulti si comportano allo stesso modo, ma qui la motivazione è proprio quella di mettere in cattiva luce i colleghi di lavoro.
Se talvolta il ricorso ai superiori dovesse rivelarsi indispensabile, dovrebbe avvenire dopo essere stato preceduto da un chiarimento a livello interpersonale, im modo da trovare le motovazioni dei comportamenti e smussare gli eventuali spigoli.
Solo così si pu˛ parlare di lavoro di gruppo, spirito di collaborazione e tante altri bei modi di lavorare.
Rivolgersi ai superiori non fa altro che creare tensioni, inutili motivi di astio, sentimenti che arrivano alla fine all'odio.
Il lavoro di gruppo è, al contrario, spirito di collaborazione, non per coprire eventuali errori degli altri, ma per aiutare a prevenirli ed eventualmente collaborare a corregerli e per dare il proprio apporto allo sviluppo.
Ascoltare gli altri è la premessa per il lavoro di gruppo.
Quanti sono capaci di lavorare in gruppo?

Guarda, vedi, capisci

Veni,vidi,vici... arriviamo su un sito, lo guardiamo, lo vediamo e riusciamo a capire cosa ci deve dire.
E' la vittoria, ma non la nostra vittoria, bensì la vittoria di chi ha fatto il sito, di chi l'ha pensato, di chi ne ha fatto i concetti.
Penso che questo sia, in fondo, il concetto dell'usabilità. Ma anche il successo di un sito.
Come misurare l'usabilità?
Non credo molto ai cosiddetti "panel": sono persone cui viene affidato un compito preciso. Ad esempio andare sul sito e cercare un determinato prodotto o servizio, mentre ritengo che il pubblico, l'utente, quando arriva sul sito, debba innanzitutto capire quello che il sito offre. Nessuno c'è alle saplle a dirgli cosa deve cercare, ma è la pagina iniziale, il testo introduttivo, i menu, che gli devono dire cosa pu˛ cercare e cosa pu˛ trovare.
Quindi sulla home nessuna illusione, ma neppure niente di nascosto o di supposto. Informazioni chiare, semplici, immediate.
Dovremmo chiamare tutto questo "comunicazione" e, sicuramente, viene ancora prima sia come scelte che come importanza, di qualunque concetto di usabilità.
Quando la comunicazione è chiara, probabilmente abbiamo già percorso più di metà strada verso il traguardo dell'usabilità.
Idee un po' contrarie ai canoni dell'usabilità, ma preferisco avere idee mie piuttosto che adeguarmi agli accademici, senza pensare.

Presunzione o ignoranza?

Scopro su questo stesso spazio per blogger uno che conosco.
Si definisce esperto.
A prescindere (come diceva il barone De Curtis) dal fatto che il suo blog ├Ę costituito da link a notizie sparse sulla rete, motivo per cui lo definirei un "digest" pittosto che un blog, si evince (devo necessariamente usare parole auliche) che questo esimio signore si interessa di navigabilit├á e usabilit├á anche senza avere sue idee originali.
Allora navigo un poco tra le sue realizzazioni e che ti scopro?
I peggiori siti che abbia navigato da qualche tempo a questa parte. Siti dove anche Cristoforo Colombo avrebbe fatto naufragio durante la navigazione, siti non testati su alcun browser, siti dove la usability ├Ę un optional anche per i pi├╣ abili. Che abbia interpretato "us ability" cio├Ę "la nostra abilit├á"?
Sono siti dove ognuno fa a gara per vedere il proprio quoziente di fantasia nello scoprire come si naviga?
Con somma tristezza e sconforto devo riconoscere che, nonostante questi presupposti, tutti lo ossequiano e lo osannano.
Cosa verrà fuori da gente che impara da lui?

Funghi

Ma che c'entrano i funghi con la logica?
Assolutamente niente, verrebbe da dire. Invece il sottile filo che collega logica e fungo sta nella perdita di identità di ogni cosa. Poca logica per fare tutto velocemente, senza troppo pensare, poco sapore di fungo per raccoglierne di più, subito, in posti anche non adatti.
Mi hanno regalato un fungo e, dopo anni in cui non avevo più trovato funghi decenti, con un vero sapore di fungo, mi sono detto che forse finalmente avrei mangiato qualche cosa di buono. Le premesse c'erano tutte: raccolto da una persona che conoscevo, quindi non in Perù o in Cina, fresco, sodo e, sembrava, anche profumato.
Come mangiarlo al meglio? Un buon piatto di tagliatelle fresche avrebbe fatto al caso. Detto fatto ecco le tagliatelle fatte in casa, pronte per essere buttate nell'acqua bollente. Il fungo accuratamente pulito, senza lavarlo, tagliato a fettine e messo in padella con oglio e aglio e prezzemolo. Ma, sorpresa, dalla padella non veniva alcun profumo. Cotte le tagliatelle, condite con il fungo, la grande delusione: nessun sapore.
Mi chiedo se sono io che ho perso la sensibilità ai sapori, se mi hanno dato un fungo raccolto chissà dove o se neppure i funghi sanno più fare il loro mestiere che è quello di allietare i palati con il loro gusto.

ancora la Logica

Logica è, per definizione, la possibilità di ottenere un risultato partendo da cose note senza la necessità di ulteriori informazioni.
Una definizione minima, sicuramente molto riduttiva, ma che ben si adatta a tante situazioni della vita e, nel nostro caso, del web.
Ci sarà capitato di acquistare un biglietto a una macchinetta automatica: le nostre conoscenze si limitavano alla destinazione. Abbiamo dovuto avere delle informazioni ulteriori, che le istruzioni sulla macchina hanno dovuto fornirci: cosa premere per fare la nosztra scelta, come mettere le monete, come confermare o correggere.
Se invece preleviamo dei soldi da un bancomat, le informazioni di cui disponiamo sono molto più ampie: sappiamo già cosa premere, come confermare e come correggere.
Questo perché le necessarie conoscenze sono diventate ormai patrimonio comune, sono veramente conoscenze nel senso dell'etimologia della parola cum e scio cioé conoscere insieme.
Ecco che diventa facile e immediato prelevare dei soldi, mentre per acquistare il biglietto dobbiamo ancora imparare molte cose, cioé aumentare la nostra conoscenza.
Quando anche queste macchine useranno gli stessi linguaggi e gli stessi simboli avremo aggiunto nuove informazioni al nostro bagaglio di conoscenze e potremo acquistare i biglietti con più facilità.
Lungo discorso per arrivare a parlare di navigazione sul web: anche qui, quando si raggiungerà uniformità di concetti e di simbologie, potremo navigare molto più facilmente.
Ma forse tutto questo è solo un'illusione. Se penso che in un centinaio di anni non si è ancora arrivati ad unificare le unità di misura, non pu˛ che prendermi lo sconforto...
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