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e i miei pensieri

Ogni tanto avviene di formulare qualche pensiero, più o meno ragionato, più o meno intelligente, più o meno utile, ma che serve, talvolta, a liberare la mente.

link



dal dizionario "merriam webster" si legge che link è qualche cosa che unisce, un anello della catena, un collegamento.


Ne deduco quindi che ci devono essere due parti e che le stesse sono collegate nei due sensi.


Linkare vuole quindi dire che due coso sono unite tra di loro e qualunque delle due io consideri, la troverņ collegata all'altra.


Perché, allora, parlare di link quando uno metto, appunto, un link verso un oggetto ma da quell'oggetto non è collegato il mio oggetto di partenza?


In questo caso molto meglio sarebbe parlare di riferimento o indicazione, ma mai di link.


Un po' come dire "io amo quella ragazza", ma quella ragazza non sa neppure che io esisto, anzi se ne va per il mondo e non mi riesce più di rintracciarla, di rivederla.


Così sono i link che la gente si ostina a mettere sui siti: anzitutto sono solo riferimenti e molto spesso si riferiscono a cose che non esistono più, che se ne sono andate per il mondo insieme alla ragazza che amavamo.



Che utilità possono mai avere questi link?



Spesso conserviami i biglietti da visita di persone che avevamo conosciuto tempo fa.
Quando li riprendiamo in mano per qualche motivo scopriamo che le persona non lavora più in quell'azienda, ha cambiato indirizzo, non ha più lo stesso telefono.
Così sono gli pseudolink che la gente continua a proporre sui siti.

Forse che chi li mette vuole fare vedere che è bravo e che lui si, sa dove trovare le notizie?

Accenti

Mettere l'accento, accentare, quindi mettere in evidenza, in risalto.
Ma servono veramente gli accenti? Mettono in evidenza qualche cosa?
La lingua inglese vive senza accenti affidando pronuncia e intonazione solamente alla conoscenza della lingua.
Il cinese, pur avendo intonazioni molto più complesse di altre lingue, non ha accenti e solo la conoscenza dell'ideogramma e, a volte, il significato che assume nel contesto, ne permette la corretta lettura.
L'italiano ha, in alcuni casi, la necessità di mettere un accento per distinguere una aprola da un'altra che altrimenti, al di fuori dal contesto, avrebbe significati diversi.
Nel contempo ci sono parole uguali con significati diversi che non venono accentate; prendiamo ad esempio pesca (frutto) e pesca (l'atto del pescare) o addirittura parole che hanno significati diversi che si possono capire solo dal contesto come molare (verbo) e molare (sostantivo).
Quindi perché affannarsi tanto a utilizzare gli accenti?
Vero è che in italaino, come in altre lingue, posso leggere una parola senza saperne il significato. In questo caso l'accento mi permette di leggerla correttamente; ma che importa se, comunque, non so che cosa vuole dire?
Non così per il cinese, dove, se non conosco il significato dell'ideogramma, non lo posso neppure leggere.
Perché e perche o più e piu sono uguali e chi sa l'italiano sa anche come leggerli; oggi poi le nuove generazioni usano xche e + alla faccia dell'uso degli accenti

Presunzione

Presuntuoso, presumere, supporre, supponente


Etimologicamete derivato da sapere prima, e quindi senza aspettare le ragioni o i pensieri o le idee degli altri. Una dei peggiori difetti che puņ avere chi vuole lavorare in gruppo. Forse anche uno dei peggiori difetti per vivere con gli altri.
Sapere tutto prima vuol dire precludersi la possibilità di sapere cosa ne pensano gli altri come pure fare tesoro delle esperienze e delle idee degli altri.
Il presuntuoso sa già tutto in anticipo, quello che sa lui è il meglio, tutto quello che sanno gli altri è assolutamente inutile. Nessuna idea puņ scalfire gli assunti del presuntuoso; inutile parlargli, inutile dialogare.
Ecco, è proprio il dialogo che manca al presuntuoso.
Lasciamolo pensare quello che vuole e "non ti curar di lor, ma guarda e passa"

Colore

Gialli, rossi, verdi, blu, grigi; il mondo è fatto di colori. Non possiamo immaginare un mondo in bianco e nero. Ma come usiamo i colori? Quali sono i nostri rapporti con i colori? La psicologia si spreca nel definire i caratteri in base ai colori che si preferiscono. In tutto questo non trovo, perņ, un accenno all'intensità dei colori che si usano. Uso l'arancione, sono solare e positivo. Ma se l'arancione che uso è debole, una tonalità chiara, anzi chiarissima. Sono ancora positivo? Non sono uno psicologo, ma potrei immaginarmi che l'uso di una tonalità chiara sia dovuta a una paura di posizionarsi, di rivelarsi. Potrei pensare che più è chiaro il colore più il soggetto è insicuro. E se usa il grigio? Già il grigio di per se stesso è il colore dell'insicurezza del dubbio, se non è supportato da altri colori decisi. Se è chiaro e abbinato a colori pure chiari, sarà, per caso, l'indicazione della massima insicurezza o indecisione?

il potere

Spesso il potere annebbia la vista e il cervello. Il potere non permette più di essere critici, di ascoltare critiche o consigli. Il potere dà il gusto del comando, dell'ubbidienza, dell'impossibilità degli altri di commentare. Il potere rende sordi e ciechi. Il potere.
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