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e i miei pensieri

Ogni tanto avviene di formulare qualche pensiero, più o meno ragionato, più o meno intelligente, più o meno utile, ma che serve, talvolta, a liberare la mente.

ancora link

Considerando più attentamente le parole link e bookmark si puņ notare chiaramente come spesso siano usate in modo scorretto. In una pagina di un sito ci sono dei richiami ad altri siti, dei consigli, delle proposte; e questo si puņ definire una raccolta di bookmarks o segnalibri.
Infatti, a ben pensarci, quando utilizzate un navigatore e volete ricordarvi un sito che avete visitato, lo mettete tra i bookmarks; anzi molte pagine propongono bookmark this page per invogliarci a metterlo tra le cose di cui dobbiamo o vogliamo ricordarci.
Nessuno ci propone link this page.
Il link è appunto qualche cosa che connette due elementi, un legame, uno scambio che si fa tra due siti o tra pagine di un sito.
Quindi non più i miei link, ma i miei bookmarks.

Search

Search ovvero cerca: si ritiene che tutti i siti necessitino di un "cerca" come se i contenuti fossero migliaia e fosse difficile trovare quello che si sta cercando.
Forse i contenuri non sono migliaia ma solo poche decine e forse, soprattutto, il sito non è ben organizzato così che non si riesce a trovare quello che si sta cercando.
Un buon indice o "menu" ben fatto dovrebbe permette di trovare tutto facilmente.
Ma c'è di più: cercare una parola non da, spesso, i risultati sperati. Noi definiamo una cosa con un nome, ma anche chi ha fatto il sito una la stessa terminologia? Per esempio cerchiamo un ristorante, ma... quello che cerchiamo si chiama trattoria taverna grotto o altro e quind inon troveremo mai quello che cerchiamo.
E questo succede in tantissimi casi.
Per non parlare di ricette di cucina dove lo stesso ingrediente cambia nome secondo la regione.
Ma non solo.
Se per caso un nome è scritto con un errore, non verrà mai trovato: una tratoria con una sola t non comparirà mai nelle nostre ricerce.
E ancora: mi è successo di non trovare una parola perché chi l'aveva scritta, per metterla in evidenza, aveva introdotto uno spazio tra ogni lettera "t r a t t o r i a".
Conclusione: meglio creare robuste e pensate categorie soprattutto chiare e indicative del contenuto

Nitido

Per anni la comunicazione ha cercato la nitidezza dei caratteri. Forse il concetto era che più nitide si scrivevano le parole, più chiari risultavano i concetti espressi.
Caratteri sempre meglio incisi e fusi, poi incisioni in rame dalla meravigliosa definizione realizzate con grande perizia e infine la litografia che permetteva linee sottilissime.
Con la stampa si sperimentavano e cercavano inchiostri molto "duri" per evitare le sbavature.
E anche molto neri, perché il testo fosse perfettamente leggibile.
Testi "grigi" erano considerati un difetto di stampa, una cattiva inchiostrazione, una mancanza di inchiostro.
Quando è iniziata l'era dell'offset il primo problema che fu necessario risolvere fu proprio la presenza dell'acqua di bagnatura che rendeva i contorni del carattre un po' sfumati e quindi sgraditi.
La calcografia, utilizzata per le banconote e i francobolli, presentava caratteri estremamente nitidi con addirittura un piccolo rilievo.
La rotocalco, per contro, che presentava la necessità di retinare i caratteri, non ebbe mai successo nelle stampe di qualità dove predominava il testo.
Poi sono venuti i primi schermi con i caratteri formati da matrici di pochi punti, ma anche in questo caso i contorni erano nitidi anche se i caratteri reano resi con pochi punti.
Lo stesso è successo con le stampanti ad aghi.
Poi sono venuti i monitor che permettevano di visualizzare caratteri e stampanti con 300, 600,1200 punti.
Si sono creati degli algoritmi che permettono di di visualizzare con buona qualità caratteri anche abbastanza piccoli.
Dopo tutta questa ricerca, durata almeno quattro secoli è venuto photoshop.
Nato per trattare le immagini è talvolta utilizzato per creare del testo per il web, ma alcuni piccoli e semplici calcoli ci faranno capire che non è il giusto strumento per scrivere.
Le immagini per il web hanno una risoluzione di 72 punti per pollice: questo vuole dire che un testo con un occhio di 3 millimetri corrispondente a un corpo 20, ha a disposizione una matricce di solo 8 pixel per rappresentare una lettere: troppo pco per poter avere un buon carattere.
Photoshop a questo punto aggiunge delle sfumature per compensare la scarsa disponibilità di punti, ma così il carattere perde completamente la nitidezza, con una coseguente perdita consistente di leggibilità.
Se a questo aggiungiamo la realizzazione del carattere in grigio anziché in nero, tutti i concetti di leggibilità perseguiti e studiati per anni vengono gettati a mare.
In tutto questo non si tiene conto che il carattere presentato sul monitor utilizza algoritmi completamente diversi da quelli che usa photoshop e di conseguenza la nitidezza è completamente diversa.


Peccato

 

vademecum

Me ne sono passati tanti tra le mani, qualcuno l'ho anche conservato. In ognuno di essi si trova di tutto: le solite conversioni tra gradi celsius e fahrenight, i chilometri in miglia, la superficie del ettagono regolare, il volume del toro. Ma anche altre e più curiose informazioni come le antiche unità di superficie agricola, tra cui la stadia il moggio la giornata, o la velocità periferica di una ruta in relazione al numero di giri e al diametro, o ancora le temperature di solidificazione o di ebollizione di tanti prodotti, il peso specifico o infine il peso di un metro cubo di erba o di fieno o di paglia.Tutto, insomma, quello che ci è necessario per sopravvivere .
Mi sorge spontanea una riflessione: non c'è più l'uso di distribuire questi meravigliosi oggetti dalla indescrivibile inutilità, ma si supplisce abbondantemente con i siti internet. Ognuno vorrebbe che sul suo sito ci fosse di tutto. Il sito si preoccupa di propagandare bulloni e perché non mettere anche gli indirizzi dei produttori di chiavi inglesi? Fino a qui potrei anche accettarlo, ma già che mettiamo come arrivare allo stabilimento, perché non mettere anche la meteo; magari qualcuno, vedendo che c'è il sole è più invogliato a venire. E i benzinai che troverà sulla strada e il ristorante nel quale potrà andare a mangiare o l'albergo nel quale dormire e ancora, perché no, quel bel negozio di vestiti all'angolo dove comprare un regalo alla moglie, quando si rientrerà a casa.
E non dimentichiamo la squadra di Basket alla quale siamo affezionati. E un po' di musica per allietare la visita così noiosa a un sito fatto tutto di bulloni.




Ah già, stavamo vendendo bulloni, ma chi se ne ricordava più?

blog


Si, anche questo è un blog, ci scrivo quello che mi passa per la mente, puņ essere inutile oppure qualcuno potrebbe trovarci qualche idea o uno spunto per riflettere (si, è vero, sono un po' presuntuoso).
Di tutto parlano i blog, di cose inutili e di discorsi utili o interessanti. Mi piace immaginare un blog dedicato al turismo, anzi una serie di blog con vari argomenti, lo sport le passeggiate la cultura la gastronomia.
Ciascuno potrebbe partecipare e scrivere le proprie impressioni sul luogo, sulle persone che incontra, sul paesaggio o sull'accoglienza.
I lettori potrebbero farsi un'idea molto più reale del luogo che vogliono scegliere per le vacanze. Un po' come i commenti su Amazon per quanto riguarda i libri (alle volte veramente utile) o il commento sugli alberghi che si possono mettere su Venere o su Booking.
Certo, qualcuno con la "coscienza sporca" potrebbe avere timore di questo sistema, ma sarebbe un incentivo per migliorare e per conoscere quali sono i problemi reali che un turista incontra.


Ma chi avrà mai il coraggio di mettere in atto un simile progetto?
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