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e i miei pensieri

Ogni tanto avviene di formulare qualche pensiero, più o meno ragionato, più o meno intelligente, più o meno utile, ma che serve, talvolta, a liberare la mente.

Perché su facebook?

Che ci si fa su Facebook? Dicono che si incontrano gli altri, gli amici. In pratica si mettono delle frasi che devono essere interpretate e, per la mia "forma mentis" non sono per nulla evidenti. Poi qualche foto.
Che incontri sono? Ci servono? Un incontro, per avere qualche validità, ci dovrebbe per lo meno arricchire di qualche cosa. Qui mi sembra che ci impoverisca: sicuramente impoverisce la lingua - puntini sospensivi, esclamativi, interrogativi, faccine - ma non aggettivi appropriati, frasi ben costruite, parole ricercate.
Un'amicizia, poi, è qualche cosa di molto più profondo, qualche cosa che difficilmente si trova, contrariamente a quanto promettono su facebook.
E le foto? Quante foto con facce istupidite, con la lingua fuori in un gesto insulso, che sicuramente non vale la pena di essere immortalato (magari fosse il famoso pernacchio di De Filppo www.youtube.com/)

Vuoi chiudere?

Alla domanda le risposte sono "esci" oppure "annulla".
Come si pu˛ scegliere la risposta, se non ha nessun tipo di riferimento alla domanda?
Non si dovrebbero proporre delle risposte più sensate come "si" o "no"?
Purtroppo i software sono pieni di queste situazioni, sembra che chi li pensa nonabbia letto la domanda e proponga delle risposte casuali. E pensare che il software si sviluppa spesso con diagrammi di flusso dove le risposte sono sempre si o no.

Penso che manchi una buona conoscenza della logica, la semplicità del ragionamento, i concetti, vorrei dire l'intelligenza

Futuro o ritorno?

Prima gli egizi o prima i cinesi? O addirittura l'uomo delle caverne?
In ogni caso la comunicazione avveniva attraverso piccole immagini, i bisonti sulle pareti delle caverne, gli ideogrammi cinesi o i geroglifici egiziani. Col tempo si sono trasformati e da disegni che indicavano solo oggetti sono diventate parole che indicavano azioni o addirittura sentimenti. Poi è venuta la scrittura, i disegni si sono trasformati in lettere alfabetiche o sillabe da mettere insieme per esprimere concetti, pensieri, sentimenti.
Oggi la tendenza della comunicazione è verso l'immagine e si cercano simboli per poter comunicare senza la necessità di una lingua. C'è un ritorno all'immagine, più semplice, più immediata, ma molto più povera di contenuti e ci farà rimpiangere una frase ben costruita, con gli appropriati aggettivi, con una sintassi corretta.

la sventura


La malaugurata idea di installare office 2007 mi è balenata questa sera.
Perché un qualunque inutile programmatore o pensatore deve permettersi di cambiare cose che sono ormai consolidate?
Perché, se non hai l'amico che ti dà una dritta, non riesci più a trovare il semplice tasto "stampa"?

E perché, infine, sempre lo stolto programmatore deve pensare di cambiare la definizione della misura dell'altezza del carattere da "corpo", che si usa da più di 500 anni, con la parola "calibro"? Forse perché oggi le parole sono diventate proiettili?
Io sparo delle frasi in calibro 7,65, speriamo che la polizia non mi arresti...

Infine l'aggiunta del generatore automatico di equazioni con la possibilità di inserire automaticamente la formula della serie di Fourier, penso che sia la cosa più utile che sia stata inserita


libri e libri

un foglio, tanti fogli, tante pieghe, tutto cucito assieme, protetto da due cartoni e da una ricopertura di carta di tela di pelle decorata con disegni e con scritte: sono io, il libro.Sono stato il compagno fedele di tanti, o l'oggetto del disprezzo di altri; mi hanno amato odiato trattato con cura o maltrattato riposto in bei mobili o bruciato; resisto da centinaia di anni; sono passato attraverso guerre e rivoluzioni e ogni tanto qualcuno mi rifà nuovo.
Ma adesso vogliono farmi diventare un insieme di tanti piccoli codici: non ho più il mio carattere, la mia personalità. Sar˛ in giro per il mondo affidato a macchine sofisticate che mi terranno in vita fino a quando funzioneranno. Poi la mia sorte potrebbe essere segnata. Potrei essere cancellato per sempre e non ne rimarrà più traccia.

Nessuno potrà più tenermi tra le mani, passeggiare in un viale ombroso o sulle rive di un lago ascoltando quello che ho da dirgli non potrà più fare annotazini sul margine delle pagine, sottolineare una frase che gli è piaciuta o piegare l'angolo della pagina per ricordarsi dove è arrivato a leggermi; si, preferirei avere gli angoli alle pagine, che ho sempre odiato, piuttosto che cadere nell'oblio.
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