Lights
PER NON DIMENTICARE
Home
IL LAVORO
Home
QUA E LA
Home
I PROGETTI
Home
INCIDERE
Home
LE EDIZIONI E I DISEGNI
Home
COSA BOLLE IN PENTOLA
Home
LA RETE
Home

e i miei pensieri

Ogni tanto avviene di formulare qualche pensiero, più o meno ragionato, più o meno intelligente, più o meno utile, ma che serve, talvolta, a liberare la mente.

Essere


Essere se stessi: un esercizio veramente difficile; sempre condizionati dal giudizio di chi ci circonda, ci osserva e ci giudica.
Raramente, o forse mai, riusciamo ad essere "noi".
Una spinta dall'esterno ci induce a modificare i nostri atteggiamenti in funzione di come vorremmo essere visti da chi ci sta osservando.
Questo vale nei rapporti diretti, ma anche per tutto quello che scriviamo e pubblichiamo sui "social".
Non è la nostra "faccia", ma quella di qualcuno che in quel momento ha voluto essere visto così.

Perché

Qualunque cosa si faccia, ci si dovrebbe sempre chiedere "perché?": si scopre così che non è eseguita nel modo corretto, non è il giusto momento per farla, ci sono dei particolari che non vanno bene e tante altre informazioni che si possono ricavare dalle risposte a questa semplice domanda.
Solo tra i militari non è permesso chiedersi il perché di un comando, di una disposizione.
Ma sicuramente non vogliamo diventare tutti militari.
Quando mi capita di trattare con un cliente, spesso chiedere un perché, scatena in lui una serie di risposte che gli fanno vedere il problema come non lo aveva visto prima.
Ritengo che questo modo di agire nei confronti degli altri sia molto positivo: potrebbe far parte di quello che in cattivo italiano si chiama "customer care" che gli spagnoli, più affezioanti alla loro lingua chiamano, con parole che danno anche più fiducia, "atencion al cliente".

Ritorno al futuro

Da parecchi anni si parla con insistenza di vendita on line. Il sogno è quello di eliminare negozi e commessi, lasciare che il cnte scelga quando vuole come vuole.
Si invoca la comodità per l'utente: puņ entrare nel negozio quando vuole, all'ora che vuole.
Si invoca la comodità per il venditore: non più code alle casse, necessità di maggior personale nelle ore di punta, esigenza di mettere in esposizione i prodotti.
E oggi si è arrivati ad un ottimo risutato, a parte ancora i problemi di sicurezza nei pagamenti.
Ma si assiste ad una inversione di tendenza, molto curiosa: stanno proliferando i sistemi di vendita on line che permettono di mettere in comunicazione in vario modo acquirente e venditore.
Si va dal semplice "richiamami" alla chat on line al telefono via IP.
La maggior parte di queste soluzioni prevede che dalla parte del venditore ci sia sempre (24/7) qualcuno pronto ad ascoltare e a consigliare. Ecco così superato il problema dell'apertura domenicale dei negozi. Si lavora a turni giorno e notte, festivi o non.

Ma la considerazione più importante mi pare riguardi la necessità, per l'acquirente, di avere un contatto diretto con il venditore, magari anche con una visione della persona reale via telecamera.
Nel contempo, con i sistemi più evoluti il venditore puņ proporre, consigliare, mostrare quello che vuole proporre o spingere.

Si torna ai vecchi sistemi di vendita, anche se supportati da una piū attuale tecnologia. Evidentemente il contatto umano non è così facilmente sostituibile dalle macchine o dalla tecnologia.

Guardare, viaggiare

Due azioni che alcuni pensano di abbinare: viaggio e quindi guardo quello che mi passa dinnanzi agli occhi, viaggio quindi vedo molto. Non mi sembrano due azioni che vanno d'accordo. Guardare, osservare quidi vedere richiede, di per sé, di fermarsi. Cogliere ogni particolare, anzi ogni mutamento al mutare della luce, delle condizioni del tempo. Osservare richiede pazienza e costanza. Viaggiare, al contrario, vuol dire muoversi, non restare nello stesso posto, vedersi passare dinanzi paesaggi, cose, persone senza poterne mai cogliere completamente l'essenza. Per guardare, conoscere persona o luogo bisogna fermarsi, viverci, stare insieme. Viaggare vuol dire raccogliere qualche immagine come quella che possiamo vedere in qualunque fotografia. Mi ritorna in mente la cattedrale di Rouen dipinta in tutte le ore del giorno e in tutte le stagioni. Monet non si è mai mosso dal suo punto di osservazione e ha così dipinto la cattedrale in tutte le possibili luci e sfumature. Tanti quadri tutti diversi e con un diverso messaggio da trasmettere pur con un identico soggetto.

ancora Picasa

Guardando le foto che vengono pubblicate si notano molte cose.
Anzitutto le persone non si preoccupano di mettere in rete le proprie foto, le foto dei figli, degli amici, delle feste. Nessuno sembra proccuparsi dei problemi di protezione dei dati, di possibili frodi o di eventuali truffe.
Poi le facce che si vedono sulle foto: non è difficile imbattersi in lingue protese in smorfie per nulla gradevoli. Sembra che la gente non sappia come atteggiare la propria espressione quando viene fotografata e pensa forse di presentarsi con un volto nuovo tirando fuori la lingua.
Qulae sarà la molla che fa scattare questo comportamento?
Chissà.
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21